Mal di schiena e IBS (colon irritabile)


Forse non tutti sanno che quando un soggetto è affetto da low back pain o mal di schiena uno dei muscoli che potrebbe essere maggiormente coinvolto è il muscolo ileo-psoas.

La stesura di questo articolo nasce da un fatto aneddotico avvenuto qualche mese fa. Un giorno mi viene presentato un soggetto, che per comodità chiameremo Gianni, il quale presentava un blocco lombare e dolore al retto femorale. Con il tempo abbiamo capito che il problema era tutt’altro e dopo vari test risultava un muscolo ileo psoas sempre corto, infiammato e dolente.

Anatomia del distretto Ileo-psoas

Il muscolo ileo-psoas è formato da una parte superficiale del grande psoas, la parte profonda dal grande e piccolo psoas ed il muscolo iliaco.

Grande psoas: ha origine sulle superfici anteriori e margini posteriori dei processi trasversi delle cinque vertebre lombari, corpi e dischi vertebrali da T12 a L4/L5, processi costiformi da L1 ad L4 e labbro interno della cresta iliaca; su spina iliaca anteriore, 2/3 superiori della fossa iliaca, legamento ileolombare e ala del sacro; circa l’inserzione si fonde con l’iliaco e si inserisce sul piccolo trocantere. Circa l’innervazione afferisce ai rami ventrali dei nervi spinali lombari femorali (L1-L2).

Azione: flette e ruota esternamente la coscia, flette ed inclina lateralmente il tronco

Piccolo psoas: ha origine ai lati dei corpi vertebrali e disco da T12 a L1: circa l’innervazione afferisce ai rami ventrali dei nervi spinali lombari femorali (L1-L2). Nel 40% dei soggetti il piccolo psoas non è presente; circa l’inserzione si fonde sulla linea pettinea, sul ramo ileo pubico e lateralmente sulla fascia iliaca. Circa l’innervazione afferisce al ramo lombare (L1).

Azione: flette il tronco

Iliaco: ha origine nei 2/3 superiori della fossa iliaca, spina iliaca anteriore, legamento ileolombare ed ala del sacro, nella superficie superolaterale del sacro, si estende fino alla spina iliaca anteroinferiore e riceve alcune fibre dalla parte superiore della capsula dell’anca; circa l’inserzione si fonde sul piccolo trocantere ed interiormente ad esso sul femore. Circa l’innervazione afferisce al nervo femorale (L2-L3).

Azione: flette e ruota esternamente la coscia, flette ed inclina lateralmente il tronco

Psoas e Colon Irritabile

Dopo la presentazione, Gianni viene sottoposto ad una serie di test osteo-muscolari e di questionari anamnestici come:

– anamnesi conoscitiva

– anamnesi delle abitudini e nutrizionale

– valutazione della composizione corporea

– valutazione posturale e test muscolari

– descrizione del percorso motorio ed alimentare al cliente/paziente ed accordi

A seguito di anamnesi conoscitiva si scopre di un infortunio passato alla coscia sinistra, a seguito di quella nutrizionale invece di come era affetto da IBS (colon irritabile). Dalla valutazione posturale e test muscolari era evidente un accorciamento dello psoas con un deficit circa il ruolo posturale dello stesso che non lo vedeva in retrazione bilaterale non mantenendo così il rachide lombare in iperlordosi ed il bacino in anteroversione. Questo gli portava algia nella bassa schiena con quadrato dei lombi bloccato.

Insomma Gianni comunicava un forte dolore alla coscia come se gli stessero strappando i peli ogni volta che faceva forza sulla coscia sinistra.

Il corpo come insieme

Pensiamo per un momento al nostro sistema nervoso, esso è  una rete di informazioni che collega insieme tutto il corpo e l’infrastruttura attraverso cui opera il sistema nervoso è importante per il funzionamento di tutto il sistema, per l’appunto una rete di informazioni. Avere un’infrastruttura bloccata può causare problemi di comunicazione. Al contrario, troppa comunicazione nel sistema (ulteriore stress nel sistema nervoso, per esempio) può cortocircuitare le infrastrutture. Consideriamo questa metafora per capire come il nostro muscolo, tessuto connettivo e problemi digestivi sono collegati e come questo può essere realmente un problema globale e non del singolo distretto corporeo.

Tornando al muscolo ileo psoas, dal richiamo di anatomia, è semplice capire la sua funziona cardine: è uno dei muscoli che ci permette di stare in piedi, collega la colonna vertebrale alla parte inferiore del corpo.

Funzionalmente è il muscolo che tira le ginocchia verso il petto ed è uno dei principali  muscoli del core coinvolti  nella reazione del fight or flight, ossia combatti o fuggi, in quanto fondamentale negli scatti e nella corsa. Inoltre grandi fasci nervosi che alimentano il sistema digerente con impulsi nervosi passano attraverso il muscolo psoas.

Insomma è chiaro come sia dal lato anatomico che funzionale tale muscolo sia in stretto contatto con il colon (ci passa lateralmente), soprattutto quello ascendente ed è facile riscontrare casi di colite ed alterata peristalsi (movimento del colon che spinge le feci) provocate da una contrattura o da un’infiammazione dello psoas. E’ altresì possibile avere la prova del nove che si tratti di sindrome dello psoas o che lo si abbia infiammato/corto ponendo il paziente supino su un lettino e palpando il muscolo facendo alzare leggermente il ginocchio.

Sarà infiammato qualora, alla palpazione, risultasse come un cordone duro, a seguito di stretching mirato la sensazione sarà di attenuazione del fastidio (il paziente sente bruciare la coscia afferente all’inserzione distale dello psoas), sensazione di liberazione, leggerezza e miglioramento della peristalsi. A livello fasciale lo psoas è connesso all’adduttore pertanto un lavoro anche su questo distretto (mezzo roll, stretching passivo, attivo,  autoposture souchard) genererebbe ancor più benessere nel paziente.

Tornando al nostro paziente, Gianni ha effettuato per 2 mesi 2 sedute settimanali di allungamenti passivi ed attivi della catena cinetica posteriore ed anteriore con focus su quadrato dei lombi, ileo-psoas, adduttori, ischio crurali, tricipite della sura e contestualmente lavoro di trofismo per la parte superiore per aumentare la BCM riscontrata interiore al minimo (parte metabolicamente attiva, vedi articolo su Allenamento in fisiologia e non in fisiologia). Inoltre ha dato continuità al nostro lavoro in studio a casa per almeno 1h al giorno i restanti giorni della settimana  con esercitazioni di autoposture.

Il colon Irritabile (IBS) ed approccio Nutrizionale

colon irritabile
Il lavoro con Gianni è stato coadiuvato con successo con un approccio alimentare mirato al colon irritabile, una patologia molto particolare che colpisce molti soggetti stressati.

E’ per definizione un disturbo funzionale della motilità del colon, la causa non è ancora ben chiara anche se fattori psico-sociali ed alimentari, nonché certi farmaci come la metformina, possono far insorgere o peggiorare i sintomi. Si presenta con dolori addominali crampiformi alleviati dalla defecazione e che scompaiono quando il paziente dorme, l’alvo è alternante (stipsi-diarrea), muco nelle feci e sensazione di incompleta evacuazione dopo la defecazione. Lo stress esacerba i sintomi.

L’approccio verso Gianni ha visto l’esclusione di tutti quelli alimenti che contengono FODMAP (Food Choice as a Key Management Strategy for Functional Gastrointestinal Symptoms)

CARBOIDRATO SORGENTE ALIMENTARE
Lattosio Latte, burro, formaggi, yogurt, panna, prodotti di pasticceria con crema a base di latte, biscotti, prosciutto cotto e alimenti precotti
Fruttosio Miele, dolcificanti e frutta (soprattutto secca e mele, ciliegie e pesche) ok banana
Fruttani o fosfooligosaccaridi (FOS) Cicoria, topinambur, farina di frumento, banane, miele, segale, aglio, cipolla, legumi in genere, carciofi, porri e asparagi
Galattani Ceci, Lenticchie, Fagioli, Soia
Polioli Dolcificanti e gomme da masticare

Nello specifico:

• Cereali e derivati da evitare: mollica del pane, brioche e prodotti industriali, merendine confezionate, biscotti di produzione industriale, patate fritte;

• Carni e Pesce da evitare: carni grasse ed affumicate, trippa, salumi ed insaccati grassi, lumache, tutta la cacciagione e selvaggina, salmone affumicato, acciughe, sardine, pesce fritto, ostriche, capesante;

• Latte e prodotti derivati da evitare: formaggi stagionati, grassi e/o fermantati (gorgonzola, mascarpone, pecorino, taleggio, toma, robiola, emmenthal, fontina stagionato, latte intero);

• Legumi, ortaggi e frutta da evitare: legumi interi, peperoni, melanzane, porri, aglio, sottaceti, carciofi, cipolla, barbabietole, tutta la frutta secca e oleosa, kiwi, prugne secche;

• Condimenti, aromi e spezie da evitare: pepe, peperoncino, senape, spezie ed aromi piccanti come salse,curry e ketchup,fritture marganina, panna, besciamella, maionese, burro e tutti i grassi di origine animale;

• Dolciumi da evitare: zucchero, caramelle e gomme con e senza zucchero, frittelle, pasta sfoglia, dolci da forno soprattutto se preparati con creme, panna montata e gelati;

• Bevande da evitare: tè, caffè, bevande zuccherate e gassate, superalcolici e cioccolate;

In aggiunta Gianni si è preso anche un integratore di fermenti lattici (1-2 cps/die per 3 settimane) e di fibra (1 bustina/die per 2 settimane) per il benessere della microflora intestinale.

 Conclusioni

In due mesi di protocollo motorio ed alimentare, imparando a gestire meglio di fattori stressanti e cercando di adottare uno stile di vita più adeguato e tranquillo, Gianni ha:

– Migliorato il gonfiore causato dall’IBS

– Migliorato la peristalsi

– Migliorato la composizione corporea (>BCM, <FM, normoidratato ed in fisiologia)

– Il low back pain è migliorato fornendo un miglior punteggio sulla scala di Borg

– Lo psoas non è più dolente

E’ la soluzione definitiva? Certamente no, ma è un esempio che può aiutare molte persone nella ricerca della soluzione ai loro problemi e di come il corpo umano vada sempre considerato nella sua globalità e non settorialmente. La dieta inoltre, non deve essere vista e composta solo da un insieme di calorie e macronutrienti, ma da alimenti funzionali ad uno scopo.

Articolo a cura di: Dott. Francesco Paolo Iavarone -Chinesiologo e Biologo Nutrizionista

Note sull’autore

Francesco Paolo Iavarone è agonista di Powerlifting e Pesistica Olimpica, medaglia d’argento agli europei di Belfast nel 2014, è Personal Trainer e Biologo Nutrizionista. Lavora sia dal punto di vista motorio che alimentare con atleti di qualsiasi sport  ma anche con soggetti comuni e patologici (patologie alimentari e non). Esperto di Powerlifting, Weightlifting, Functional Training, Postura e Rehab è anche docente presso la Scuola Italiana di Fitness ed Alimentazione (SIFA).  Svolge la proprio professione di Chinesiologo e Biologo Nutrizionista a Bari e Provincia.

Contatti: [email protected]Fb

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