Il microbioma: prendiamoci cura dei nostri batteri 1/2

Il microbioma

Il microbioma è l’universo di batteri che popola il nostro intestino.

La nutrizione sportiva compresa quella che passa per il bodybuilding, risponde a precise leggi fisiologiche che non possono essere trascurate o lasciate al caso. Imparare a conoscerle e favorirne l’efficacia ha come risultato il miglioramento della salute generale, e nel caso del bodybuilding, si traduce anche nel miglioramento della composizione corporea e performance.

Articolo liberamente tratto dal libro del dottor Fabio Piccini “Alla Scoperta Del Microbioma Umano”.
Ve ne consiglio l’acquisto, è stata una piacevole e interessante lettura.

Cos’è il microbioma e perché è importante per noi?

Noi siamo figli di Robert Koch e della microbiologia moderna che ci ha insegnato che i batteri sono il male, portano le malattie, e quindi devono essere debellati in ogni modo, sia con i mezzi igienici, sia con l’uso massivo di antibiotici. Ma ci sono batteri che invece sono utili, anzi fondamentali, per il nostro organismo e sono quelli che popolano il nostro intestino. Non so se sapete che il nostro organismo è quasi completamente sterile, cioè non ci sono batteri al suo interno, grazie al sistema immunitario, a meno di infezioni ovviamente. Le uniche parti del nostro organismo non sterili sono quelle a contatto diretto con l’ambiente esterno, ossia l’apparato digerente (perché presenta due aperture, la bocca e l’ano), la cute e l’apparato genitale (in particolare quello femminile). In realtà si è scoperto che anche l’ambiente intrauterino, che prima si credeva sterile, sterile non è, perché la placenta può in realtà contenere una comunità di microrganismi, la cui alterazione è ritenuta responsabile di molti parti prematuri.

Tra il 2005 e il 2006 alcuni ricercatori riescono a sequenziare il genoma dei batteri contenuti nell’intestino di due individui. Questo studio era destinato ad inaugurare un nuovo secolo della ricerca genomica, che prende il nome di metagenomica, ossia lo studio del genoma di ospiti batterici del nostro organismo che partecipano attivamente alla funzione del nostro organismo attraverso un legame, che prende il nome di simbiosi mutualistica: vuol dire che noi facciamo qualcosa per loro e loro fanno qualcosa per noi; in particolare noi gli forniamo nutrimento e un ambiente favorevole a riprodursi, e loro in cambio ci danno alcuni geni che ci mancano per sintetizzare determinate proteine, digeriscono degli alimenti che noi non possiamo digerire, tengono a bada la proliferazione di batteri patogeni che potrebbero farci del male, e tante altre funzioni di cui parleremo più avanti.

Ma cos’è il microbioma umano?

Con questo termine viene definito l’insieme dei microrganismi che in maniera fisiologica, a volte patologica, popolano il nostro organismo (microbiota) e di tutto il corredo genetico che si sono in grado di esprimere.

Questi geni espressi dal microbioma sono fondamentali per il nostro organismo perché diciamo vengono presi in prestito per codificare proteine che noi non riusciamo codificare, ma che sono utili per la salute e l’equilibrio del nostro organismo. Tutte le volte che una parte di questi batteri viene distrutta, viene alterato un equilibrio e da questa alterazione derivano una serie di scompensi che a lungo termine possono dare vita a delle vere e proprie malattie.

Queste malattie prendono il nome di malattie del Progresso. Cosa sono?
Sono un gruppo di malattie che include malattie autoimmuni, malattie infiammatorie intestinali, malattie psichiatriche, tumori, diabete, obesità, malattie metaboliche, malattie cardiovascolari, malattie neurologiche degenerative, in altre parole i principali killer del nostro secolo.

Fattori che sembrano essere più determinanti nel favorire lo sviluppo di queste patologie, non sono le predisposizioni genetiche, quanto le modificazioni dell’ambiente esterno, della dieta, dell’attività fisica, il cambiamento nei rapporti e nell’equilibrio tra i microrganismi che popolano il nostro organismo.

Già alla nascita la scelta del parto naturale o cesareo, va ad influire sul tipo di batteri che andranno a colonizzare il bambino. Ovviamente se il parto sarà naturale i primi batteri con cui il bambino entra in contatto saranno quelli che compongono la flora batterica genitale della madre, invece quando il parto avviene per via cesarea la prima flora batterica sarà quella della cute della madre, nonostante i mezzi di sterilizzazione messi in atto nelle sale parto e nelle sale operatorie di ginecologia oggi.

Ma a cosa servono questi batteri in giri per il nostro corpo?

Ogni volta che il corpo umano entra in contatto con ambienti in cui sono presenti dei microrganismi, essi vengono aggiunti alla flora batterica ed i loro geni vengono integrati nel microbioma. Il processo che provvede a questa integrazione si chiama lateral gene transfer e viene ritenuto attualmente come uno dei principali meccanismi che permettono l’evoluzione di una specie. Attraverso questo meccanismo si avvia un vero e proprio trasferimento di geni, dal corredo genetico di questi batteri al nostro corredo genetico.

I vantaggi dell’integrazione simbiotica con i batteri non si fermano solo nel fornire determinati enzimi al nostro corredo genetico che mancavano per la digestione di certi cibi, anzi. Molti batteri oltre risiede nell’intestino risiedono sulla pelle. Pensiamo per esempio a quei batteri capaci di cambiare l’odore della pelle, capaci di creare infezioni in certi individui ma non in altri, come ad esempio il batterio dell’acne che ad alcune persone da un quadro molto grave di acne, mentre per altre e assolutamente innocuo. Un altro esempio è lo stafilococco epidermidis la cui presenza sulla cute serve a tenere a bada il suo parente patogeno che lo Staphylococcus aureus.

Anche la bocca è piena di batteri e l’equilibrio in questa sede è responsabile di un’importante azione di controllo contro la crescita dei patogeni. Allo stesso modo gli organi genitali femminili hanno i propri batteri: un’alterazione del microbioma locale può causare infatti una diminuzione della immunità tissutale, aprendo le porte a infezioni temibili come ad esempio quella spesso recidivante di Candida albicans.

Partendo da tutte queste considerazioni ricercatori hanno iniziato a chiedersi se i batteri presenti nel tubo digerente potessero in qualche modo avere un effetto sulla utilizzazione degli alimenti per produrre risorse energetiche dopo l’assorbimento. Si è scoperto quindi che i batteri che costituiscono la flora intestinale ci forniscono più alcuni geni che servono a produrre anche enzimi necessari per l’assorbimento dei nutrienti. E’ quindi e il genoma batterico a determinare la velocità con cui metabolizzano i nutrienti che sono presenti negli alimenti e tutto ciò può avvenire anche indipendentemente da quante calorie assumiamo con la dieta. Da quanto appena detto è facile capire come la salvaguardia di questi microrganismi è utile anche e non solo per la salute, ma anche per il bodybuilding.

Cosa dobbiamo modificare nella nostra dieta?

Il cibo che arriva nell’intestino è anche l’unico che i batteri possono mangiare, ecco perché la nostra dieta è importante per selezionare i batteri presenti nel dieta microbiotanostro intestino. Addirittura questo effetto è così diretto che è persino possibile prevedere il microbioma di un individuo sulla base delle sue abitudini alimentari. Allo stesso modo si distinguono gli individui in enterotipi. Al momento ne sono stati identificati tre principali denominati rispettivamente in base alle famiglie batteriche che predominano nell’intestino. I tre tipi sono tipo batteroide, prevotella e ruminococco, i quali a loro volta possono essere ulteriormente suddivisi in una moltitudine di sottotipi in base alle percentuali relative di rappresentanza di alcune sottofamiglie.

Il principale fattore che influisce sulla selezione batterica e la presenza o l’assenza di fibra alimentare e la presenza o l’assenza di carne e latticini nella dieta. Una dieta ricca in fibre alimentari tende a selezionare una flora di tipo prevotella che rappresenta l’intero tipo prevalente nelle popolazioni africane, mentre una dieta povera di fibre e ricca di carne e latticini spendi a selezionare una flora di tipo batteroidi che rappresenta invece l’intero tipo dominante degli abitanti dei paesi industrializzati. Si è dimostrato che anche un aumento della quota di grassi vegetali nella dieta è in grado di spostare gli equilibri delle famiglie batteriche in favore del tipo prevotella.

Dopo questa introduzione, nella seconda parte sul microbioma scopriremo le implicazioni più pratiche e cosa fare per potenziare, selezionare e migliorare la nostra flora batterica in modo che ci aiuti a vivere meglio.

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Articolo a cura di Andrea Spadoni e Francesco Celso

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