Intervista a Paolo Evangelista: Smartilifting 2/2

Ciao paolo, ben tornato! ci sei mancato a dire il vero, anche perchè i bodibide (si dai si scherza, ma la bro-art alle volte sfiora il ridicolo e quindi serve riderci su per sdrammatizzare hihihi ) si arrovellano in discussioni che hanno del fantasmagorico. Dopo la prima intervista Smartlifiting 1/2, non potevo lasciare il discorso in sospeso. Vabè, veniamo a noi. Domande difficili stavolta.

Parliamo di cose un pò piu specifiche : ti descrivo qualche casistica, personalmente tu, come faresti lavorare queste persone? ma soprattutto, visto che non mi pongo il problema a dirti che sei un genio e un fottuto conoscitore della biomeccanica come ti comporteresti?

1) lo sviluppo del petto per quelle persone che:

sono ipercifotiche
con spalle anteposte
hanno clavicole larghe
hanno clavicole strette
hanno un torace sporgente
hanno un torace piatto
… (se vuoi aggiungere della casistica fai pure)

Ciao Andrea, mi fa piacere fare di nuovo due chiacchiere, l’altra volta mi sono molto divertito e rispondo volentieri alle tue domande. Faccio una premessa: ti rispondo per quello che so, non sto a dire ogni volta “per me” ma è come se lo fosse, anche se sono affermazioni dirette che sembra che io sappia tutto. Non è così, è solo la mia opinione.
Come cappello alla domanda: io alleno gente sana che magari è sedentaria, ma non ha patologie e se ha problemi posturali sono dovuti ad atteggiamenti. Secondo me questa è la competenza dell’istruttore e del PT, vedo che invece oggi queste figure tendono a debordare in campi medico/fisioterapici come a voler dar sfoggio di competenza a giocare a chi è più dottore di chi.
Se uno ha una ipercifosi va fatta una valutazione per capire se è un atteggiamento (che so… se gli dici “petto in fuori” cambia postura) o se ha una vertebra cuneizzata. Posso io capire se ha una vertebra cuneizzata? Ma certo che no… perciò io mi limito a controllare che riesca banalmente a portare un bastone sopra la testa stile lento in piedi senza dolore e parto di lì.
Per tutte le casistiche, a mio personalissimo avviso la facciamo un po’ troppo lunga nella selezione di questo o di quell’esercizio, alla fine per il petto che vuoi fare dai… la panca in tutte le salse, inclinazioni, manubri, bilancieri e non è che se uno ha il torace sporgente si deve allenare in maniera differente da uno che non ce l’ha, se lo sterno è carenato o si ricopre di muscoli oppure si vedrà sempre.
Quello con la cifosi, se si vuole, va allenato perché non si porti le spalle in avanti, ma qui sembra che tutti quelli che fanno palestra hanno le spalle in avanti… cioè vorrei vederle tutte ste spalle anteposte, cazzo uno un po’ di dorsali li farà eh… oppure esistono quelli che allenano solo quello che vedono allo specchio sopra la rastrelliera dei manubri? Lo specchio che fa vedere solo il torace davanti ah ah ah
Chi ha le clavicole strette tipicamente usa più i deltoidi nei movimenti di spinta, ma non è che allora scegli il tal esercizio e ottieni un risultato differente o stimoli bla bla bla, poi l’amico del cugino dello zio grosso aveva un parente che aveva le clavicole così piccole che i deltoidi si toccavano sullo sterno, ha fatto la panca alta con i manubri con fermo al petto di 47 secondi e mezzo e bang, petto enorme.
C’è poi un aspetto che non va sottovalutato ed è che il “cliente” magari crede di avere un certo problema ma… non ce l’ha. Quello che pensa di avere la clavicola stretta, quello che pensa di avere troppo petto e così via. Perciò va tutto valutato nella realtà.
E alla fine c’è anche un aspetto psicologico. Se quello cifotico vuole fare la panca… che la faccia alla fine, perché mortificarlo? Uno deve cercare di inserire degli stacchi a compensazione, tutto qua.
Il problema di queste persone è che il petto lo sviluppano, solo che non lo sviluppano come vorrebbero, e alla fine va accettato che come non si può sviluppare il picco dei bicipiti non si può sviluppare una forma che è meramente estetica se non ci sono le inserzioni muscolari e la capacità di crescita necessarie.

2) lo sviluppo delle gambe per coloro che:

le hanno chilometriche
sono bassi di statura
hanno le ginocchia valghe
soffrono di iperlordosi
… (se vuoi aggiungere della casistica fai pure)

Questa domanda è differente dalla precedente perché lì si parla di forma, qui meno. Intanto va specificato che il soggetto deve essere sano: se uno ha le ginocchia valghe che lo portano a delle infiammazioni dei collaterali mediali o dei menischi esterni non si tratta di sviluppo delle gambe ma di creare un allenamento che sia proprio adatto a non farsi male.
Chi ha l’iperlordosi, anche qui, deve comunque essere sano. La enfatizzerà? Qui si entra in un terreno minato. Secondo me no, con i classici allenamenti da palestra. Cioè… sul totale degli stimoli della forza di Gravità, 24/24 e 7/7, cosa comportano secondi di attività nello squat? Dai… di questo si parla. Se si sommano i secondi di attività in palestra per le gambe che coinvolgono la schiena si arriva a quanto? 5’ a settimana? 10’? Cosa possono fare rispetto ad una postura errata tenuta per 8 ore per 5 giorni alla settimana al lavoro, su…
Chi è basso tipicamente è avvantaggiato nello sviluppo delle cosce (ed in generale), chi è alto è svantaggiato. Banale ma vero. Uno basso sviluppa la “goccia” più facilmente di uno alto, che deve mettere su kg e kg per vedere un risultato.
Per uno basso lo squat può andare bene, perché uno basso tipicamente riesce a farlo. Uno alto avrà difficoltà (in generale ha difficoltà uno che ha le gambe lunghe rispetto al torace e questo capita a chi è alto anche se non è detto) e magari lo squat non va bene.
Uno alto se non riesce a fare uno squat decente può andare giù di pressa pesante e di stacchi, per dire, ma va visto anche qui cosa è meglio. Anche uno squat al parallelo, fatto bene, può andare, magari non come esercizio su cui pestare parecchio per non frustrare il soggetto che non riesce a farlo bene.

Ah… non sono un genio di Biomeccanica, davvero.

Perchè solitamente un bodybuilder o aspirante tale non accetta di mettere in discussione i suoi dogmi?

Precisiamo una cosa: io ho il massimo rispetto per il Bodybuilding, che definisco non solo come “costruzione del corpo” ma come una vera e propria competizione. Il bodybuilder è colui che sale su un palco e condivide, con tutti gli atleti, il concetto di preparazione finalizzata ad una gara.
Tutti gli altri vanno in palestra. So che ci sarà chi si offenderà perché “non è vero il bodybuilding è uno stile di vita” ma… non me ne fotte un cazzo. Analogamente, il Powerlifter è colui che gareggia nel Powerlifting, poi ci sono quelli che vanno in palestra e si allenano in stile Powerlifting, ma non è la stessa cosa.
Che poi queste sono le storture idiote del mondo del fitness: conosci uno che fa il calciatore e che non partecipa ad un campionato? No, quelli che fanno così ti dicono che giocano a calcio, non che sono calciatori. Analogamente conosci uno che fa i 100 metri e non gareggia, che fa i 100 metri in allenamento? Si, un pazzo.
Detto questo, il bodybuilding si basa sulla “tradizione”, sul “si fa così perché quelli grossi fanno così”, e pertanto è difficile mettersi in discussione a meno che uno grosso non introduca una novità. Il bodybuilding è un ambiente chiuso, alla fine, come tutti gli ambienti elitari o settari (a te definire cosa sia).
A cascata tutto questo si ripercuote nel mondo della palestra e dei palestrati che pensano di fare bodybuilding quando invece vanno solo in palestra, e amplificano discorsi che sarebbe bene lasciassero ai grandi. Tutto qua

3, 2, 1… flames

Perchè i palestroidi odiano i powerlifter?

Mi permetto di riformulare la domanda: perché quelli che vanno in palestra a fare bodybuilding odiano quelli che in palestra vanno a fare powerlifting? Perché sono di fatto identici: devono creare degli schieramenti dove ognuno è elitario e chiaramente l’altro la fazione opposta per sentirsi elitario.
Perchè spesso i powerlifter possono insegnare a far crescere i muscoli a chi è palestrato?
Perché spesso chi va in palestra a fare bodybuilding si perde dietro a cazzate per lui inutili come tecniche di intensificazione senza avere una base di forza, esecuzioni così orripilanti che sui muscoli non arriva nulla, periodi di specializzazione letti su internet per gente di 50 kg più pesante che poi quando passi al powerlifting, che alla fine sono cazzo 3 fottuti movimenti e sempre quelli… semplicemente passi ad un minimo di buon senso e allora ottieni. Ma non per il PL in se, quanto per il non fare cazzate senza senso.
Un punto fondamentale che chi va in palestra non capisce è che “farsi il culo” non deve essere riferito alla singola serie, quello è un “farsi il culo” in cui non ci vuole di fatto molta intelligenza: apri il gas e vai a manetta fino a grippare, sono capaci tutti alla fine. “farsi il culo” significa spesso riuscire a farsi il culo su un gruppo di serie, su uno schema, che è quello che si fa nello sport e così nel PL.
Ti faccio un esempio che non c’entra nulla. Quando avevo 16 anni e facevo atletica d’inverno facevamo un allenamento che era 6x150m lo scopo era correre le 6 prove alla massima velocità media, cioè la 6° prova doveva avere un tempo non troppo distante dalla 1°. Era un massacro. Quando lo toppavi, cioè facevi troppo forte la 1° e la 2° prova era invece più semplice. Perché alla 4° scoppiavi e ti fermavi. Se invece lo finivi eri prosciugato.
Ora, prendi il classico grosso che fa 3×8 con 2’ che poi fa 8-6-4. Mettilo a fare 8×3 con lo stesso carico con 30” di recupero, fa più ripetizioni, e se lo chiude, alla fine è molto più disintegrato. Se sbaglia, è meno stanco. Ecco cosa intendo per “farsi il culo”.
“si ma l’atp, si ma il lattato, si ma l’IGF1, si ma il tempo sotto tensione” ma queste sono CAZZATE che poi fanno rimanere i secchi tali. CI sono così tanti modi per farsi il culo che i palestrati scelgono quello più cretino, l’andare forte sempre e comunque. Perché lo fanno i pro, perché lo fa quello Aesthetic, perché lo faceva ZYZZ o come si chiamava, però loro non sono pro, non sono Aesthetic, non sono ZYZZ o come si chiamava. E fanno cose che non sono adatte a loro.
Chi fa PL semplicemente applica programmi più razionali. Con questo però non voglio dire che chi fa PL sviluppi più massa muscolare di chi non lo fa, solo che non si perde dietro a fesserie senza senso. Poi anche qui si potrebbe parlare per ore di chi fa PL, o di chi parla di farlo, ma è un altro film.

Ciao e grazie di darmi la possibilità di delirare, è molto terapeutico per me! “

NOTE DI FONDO:

Io ho parlato con Paolo , anche in privato, e Paolo è un lettore di questo sito:quando l'ho saputo io non ci volevo credere. Mi ha fatto assolutamente molto piacere, e vi dirò anche di più, si è pure complimentato. Con questo non voglio dire chissà che cosa, ma fà piacere che uno come Paolo dica a me, o a chi ha scritto su questo sito “bravo” , vale molto di più di molte altre opinioni, perchè sono fermamente convinto (e le opinioni non hanno tutte la stessa importanza, fortuna che non lo dico solo io) che questa “democrazia” non possa valere in ogni campo. Per farla breve, l'opinione mia su una cosa di ingegneria (che di ingegneria non so nulla) non può avere lo stesso peso di quella di un ingegnere. Certo, magari pure l'ingegnere sbaglia e ha ragione un altro, ma allora serve una discussione ,da dimostrare,da provare,serve qualcosa che a giustificazione insomma.

paolo evangelistaFatta questa premessa mi associo fortemente alle parole che Smartlifting 🙂 ha espresso. Ci sono generalmente troppe cavolate a cui troppe persone danno peso, troppi discorsi, troppe parole, troppe cose ininfluenti che generano fazioni . Come dire.. discussioni per dire se è meglio fare 2+2 o è meglio fare 2+2+0. Il brutto è che spesso a suon di discussioni ci si perde per strada e invece di avere un risultato viene fuori un risultato parziale o piu piccolo rispetto a quello a cui si aspirava. Un pò come ha detto Paolo.. un powerlifter si allena, punto. Un palestroide sta dietro a stimolare il testosterone col tribolus e perde di vista la luna ma guarda se va bene la pellicina ritta che a sua volta è una pellicina attacata alla pellicina ritta del dito. Questo è ciò che secondo me deve ASSOLUTAMENTE CAMBIARE in chi vuole aspirare a cavarci le gambe.

Personalmente credo anche che per districarsi nel mondo del fitness non ci sia bisogno di avere chissà quali conoscenze, ovvio che non mi riferisco all'impostazione di cose specifiche, mi riferisco soprattutto a capire cosa sia importante e cosa no.  La capacità di ragionare è spesso sufficiente per capire molte cose o anche per capire le contraddizioni che “nonsisabeneperchè” esistono nel mondo del fitness. Faccio un esempio : “Lo squat stimola il testosterone e quindi cresce anche la parte sopra del corpo ma poi si dice che sulla spiaggia ci sono quelli che sembrano dei polletti perchè le gambe non le allenano e sono sviluppati solo sopra” . Insomma decidetevi, non ci vuole Einstein per poter capire che è una cazzata pur non sapere un tubo degli ormoni e nemmeno senza leggersi gli studi.

Paolo è uno che ha la capacità di ragionare ancor prima delle conoscenze , ecco, ed è anche uno di quelli, come me, mi ci metto anche io, considerato palloso dall'80% delle persone,uno scassacazzi, vuoi perchè non assecondiamo quello che qualcuno vuol sentirsi dire per stare nella “botte di ferro”o per “sentirsi sicuro ” (e allora sei uno scassacazzi)  , vuoi perchè abbiamo una sorta di bisogno interiore di dire qualcosa, poi il motivo non si sà. Fattostà che tutti e due crediamo in quello che facciamo e cerchiamo di farlo al meglio e onestamente, parlo me, spero a qualcuno di essere utile, sicuramente Paolo per molti e per me lo è stato e lo è, ma per qualcuno rimarrà un coglione scassacazzi. 🙂

Grazie. Alla prossima chiaccherata.

PS: Paolo Evangelista è anche autore del libro DCSS, un libro per capire la tecnica delle alzate e gli errori non non fare dei principali esercizi in palestra.

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