Come Dimagrire le Cosce? Donne e fisiologia del Dimagrimento

Come dimagrire le cosce, i fianchi ed i glutei è probabilmente uno dei desideri più fortemente voluti da parte del pubblico femminile. Prima che ci si aspetti una dieta o un allenamento miracoloso che faccia dimagrire localmente, è giusto sapere che chiunque prometterà di dimagrire fianchi cosce e glutei con un metodo, un esercizio o la dieta della banana, vi sta prendendo in giro. Con questa serie di articoli, di cui questo è il primo, si passerà in rassegna la fisiologia femminile, gli andamenti ormonali, fino ad arrivare ai consigli pratici per impostare una dieta ed un allenamento efficace adatto ai bisogni della donna ed alla sua fisiologia specifica.

Donne e dimagrimento è una saga che ha sempre dato enormi grattacapi in sfavore del gentil sesso perché troppo spesso succede che ogni approccio dietetico che si tenta per far dimagrire una donna, non funzioni ed inesorabilmente il desiderio femminile di vedersi dimagrire glutei, cosce e fianchi, svanisce. Le donne che hanno manipolato la loro alimentazione e attività fisica, o chi lo ha fatto per loro, può immaginare di cosa stiamo parlando e delle difficoltà che si possono incontrare, sebbene questo non significhi una mancanza di impegno da parte loro. Il motivo è tanto semplice, quando complesso: le donne non sono uomini in miniatura e non devono essere trattati come tali perché le differenze vanno ben oltre quelle estetiche.

1.  Introduzione
2. Differenza tra i sessi e sovrastima dell’introito calorico e del dispendio energetico
3. Donne e ormoni: cosa vi rende donne

Introduzione

Questo corposo articolo nasce da commenti che sono stati fatti sul gruppo facebook o in privato da utenti donne che hanno notato come la ricomposizione corporea non sortisse gli stessi effetti che si avevano nell’uomo, e sul perché accadesse ciò. Partiamo con una premessa, che lega questo articolo a quello sulle donne e bodybuilding.
Negli ultimi anni è stata ormai consolidata l’idea che la differenza fondamentale tra uomo e donna non è soltanto genetica e fenotipica in campo nutrizionale, ma soprattutto una differenza a livello di composizione corporea, composizione muscolare, e fisiologia ormonale.
Questo è un argomento che potrebbe occupare interi libri, ma cerchiamo di essere più concreti e pratici e che soprattutto questo materiale raccolto valga come approfondimento per future discussioni, confronti, feedback tali da fornire spunti e problemi che io non ho considerato o non sono riuscito a trattare.

Ci sono almeno due motivi principali per parlare specificamente delle donne per quanto riguarda l’accumulo e la perdita di tessuto adiposo.
Il primo è legato a motivi etici, storici e sociali. Per questi motivi la gente vede le donne, oggi, come un prodotto della loro fisicità e quindi è facile fare presa su questa grossa fetta di mercato con un gran numero di approcci dietetici ognuno col suo nome esotico e altisonante, ma che quasi mai viene testato sulle donne e sugli uomini senza le opportune modifiche del caso. Ciò richiederebbe infatti un ulteriore dispendio di energie sia intellettuali che economiche da parte dell’autore del metodo; inoltre è molto più bello far passare un metodo come universale soprattutto quando si parla di atleti la realtà dei fatti è che la maggior parte di essi sono di sesso maschile, e di conseguenza la casistica e i riferimenti nei metodi sono soprattutto legati al sesso maschile e non a quello femminile. Spesso quindi questi approcci sono studiati sugli uomini e funzionano di più sugli uomini, che hanno diversi modelli di distribuzione di grasso, di spesa energetica, e di fisiologia di base rispetto alle donne. Proprio per questo non riescono ad avere alcun successo sulle donne. Questo perché prima di tutto le donne hanno una diversa distribuzione dei depositi adiposi dettata dai loro ormoni, e non solo, hanno anche una diversa distribuzione dei recettori adrenergici di tipo alfa e di tipo beta cose di cui abbiamo già parlato nell’articolo sulla cellulite.
pillola anticoncezionale dimagrimento
Gli ormoni durante il ciclo mestruale creano una situazione estrema sul metabolismo della donna, in cui cambia radicalmente la necessità metabolica di bruciare carboidrati e non grassi; e ci sono altri fattori oltre a questo, questo è solo la punta dell’iceberg, quello più evidente alle donne stesse, che vedono il loro corpo cambiare radicalmente nell’arco di quei 5-7 giorni. Aggiungete a questo il fatto che alcune donne possono avere dei profili ormonali diversi tra di loro, in cui per esempio predominano alcuni ormoni rispetto ad altri, e questo va a complicare ancora di più le cose.
L’uso della pillola anticoncezionale, la sindrome dell’ovaio policistico, l’iperandrogenismo, la peri e post menopausa, l’amenorrea, l’oligomenorrea sono tutte situazioni che in qualche modo vanno ad alterare la distribuzione e l’utilizzazione dei grassi nel corpo della donna cosa che invece non accade nell’uomo, in cui la situazione ormonale e metabolica è stabile e prevedibile, in cui non ci sono cambiamenti mensili e in cui questi cambiamenti, se ci dovessero essere, possono essere invertiti o modificati molto più facilmente e senza conseguenze rispetto a quello che avviene nella donna.
Anche l’equilibrio idrico salino nella donna è diverso perché dettato da ormoni in parte diversi rispetto a quelli dell’uomo, quindi da esigenze ancestrali codificate nel DNA che non si possono modificare così facilmente con la nutrizione e l’allenamento.
Ne deriva il fatto che non si possono considerare le donne come “piccoli uomini”, anche se fino ad ora questo è stato l’approccio tradizionale per quanto riguarda la nutrizione e l’allenamento.

Mentre gli uomini e le donne mostrano all’incirca gli stessi livelli di sovrappeso e di obesità nella popolazione generale, le donne hanno maggiori probabilità di entrare a far parte della categoria dell’obesità estrema. Molte più donne, in percentuale rispetto agli uomini, sono a dieta in un qualsiasi momento della loro vita, e questa percentuale è circa dell’ 80% maggiore rispetto a quella degli uomini negli Stati Uniti d’America, dove si tiene un registro nazionale del controllo del peso che ci riporta questi dati.
E non stiamo ancora parlando di disturbi del comportamento alimentare, che ovviamente richiedono una consulenza professionale da un punto di vista psicologico e nutrizionale specifica, e non un libro o un metodo commerciale. La percentuale di probabilità di sviluppare un disturbo del comportamento alimentare per una donna rispetto a un uomo è tre volte maggiore, quindi non si sbaglia quando si attribuisce all’anoressia nervosa e alla bulimia l’epiteto di malattia di genere. Addirittura si è pensato che solo le donne soffrissero di disturbi alimentari, ma negli ultimi anni ci sono un numero crescente di uomini che ne soffrono e questo è dovuto proprio ai cambiamenti della rappresentazione del corpo del maschio ideale nella società moderna, rappresentazione che prima era totalmente assente, in quanto lo status del maschio nella società non era rappresentato tanto dalla sua fisicità quanto dal suo potere cioè dalla sua capacità di imporsi a livello intellettuale, economico o lavorativo, e di imprimere un segno in questo senso nella società. Ma nonostante ciò le donne mostrano ancora questa incidenza tre volte maggiore dei disturbi del comportamento alimentare, e questi spesso si sviluppano durante la pubertà, quando gli ormoni della ragazza, combinati con l’ambiente che li circonda, che di solito è un ambiente di controllo del comportamento alimentare, tendono ad innescare in loro questo conflitto che poi genera il disturbo.

Differenza tra i sessi e sovrastima dell’introito calorico e del dispendio energetico

dieta donna fianchi
Gli uomini di solito hanno problemi a perdere la pancia, le donne vorrebbero dimagrire nei fianchi e nelle cosce. Perché ci sono queste differenze di adiposità? Vediamo alcune cose.
C’è uno studio di qualche anno fa che ha esaminato le differenze di guadagno di grasso tra un gruppo di uomini e un gruppo di donne che sono stati sovralimentati di 1000 kcal al giorno. Si è visto che soprattutto negli uomini sovralimentati aumentava il cosiddetto dispendio di energia dovuto ad esercizio fisico involontario (praticamente quelle calorie bruciate attraverso movimenti inconsci); mentre si è visto che nelle donne questi movimenti inconsci non aumentavano e quindi alla fine, tutto ciò esitava in un maggior guadagno di grasso, concludendo quindi che le donne in generale rispondono peggio ad una sovralimentazione.

Un altro esempio è cosa succede proprio a livello biochimico dopo un pasto. Dopo un pasto un uomo brucerà una certa quantità di grasso proveniente dal pasto stesso mentre il corpo delle donne tende preferenzialmente a usare i carboidrati del pasto e ad immagazzinare il grasso del pasto nelle cellule adipose. Inoltre nelle donne sappiamo che i depositi adiposi preferenziali sono quelli della parte inferiore del corpo e questi depositi hanno una cosiddetta “memoria” cioè il flusso di sangue che va verso queste zone, che normalmente è basso, tende ad aumentare dopo un pasto e quindi i grassi provenienti dal pasto preferenzialmente vengono indirizzati verso queste zone. Non a caso un vecchio proverbio delle nonne recitava: “un momento sulle labbra, una vita sui fianchi”.
Grasso viscerale e sottocutaneoGli uomini invece tendono ad accumulare il grasso soprattutto nei depositi viscerali, cioè quei depositi di tessuto adiposo intorno agli organi addominali, soprattutto l’intestino, e questo depositi sono molto più accessibili per la mobilizzazione degli acidi grassi rispetto ai depositi del sottocutaneo della parte inferiore del corpo nelle donne quando il soggetto è sottoposto ad uno stato di sottoalimentazione o ad un aumentato fabbisogno calorico, perché maggiormente vascolarizzato da vasi di calibro maggiore. Questo in realtà produce un beneficio a livello di salute nelle donne, in quanto il deposito di grasso viscerale è collegato al l’aumento del rischio cardiovascolare nell’uomo: sono soggetti 5 volte di più al rischio di sviluppare malattie cardiovascolari rispetto alle donne in età fertile. Fino alla menopausa, infatti, il ruolo degli estrogeni ha sia un’azione direttamente protettiva sulle arterie e sul cuore, sia un’azione indiretta, impedendo la deposizione del grasso in sede viscerale e favorendone la deposizione a livello della parte inferiore del corpo.

In altri studi in cui si è ridotto l’apporto di calorie sempre in due gruppi composti da uomini e donne, le donne perdevano sempre meno peso totale e meno grasso rispetto al gruppo degli uomini, questo per alcune ragioni: prima di tutto le donne sono in genere proporzionalmente più piccole rispetto agli uomini e questo significa che di solito non si può creare un grosso deficit calorico nella dieta; anche lo stesso numero di calorie cambia, se a cambiare è la base di partenza: una donna con una spesa caloriche di 2000 kcal al giorno messa a 1500 kcal al giorno ha solo un deficit di 500 calorie; un uomo con 3000 calorie al giorno ha invece un deficit di 1500 calorie, quindi l’uomo tende a perdere più velocemente e in maniera maggiore sia peso che grasso. Inoltre le donne tendono a perdere più grasso e meno massa magra rispetto agli uomini, quindi perdono meno peso assoluto perché il grasso pesa meno del muscolo rispetto all’uomo. Questo soprattutto per una questione ormonale, gli estrogeni sono infatti protettivi per la donna rispetto all’uomo per gli effetti anticatabolici.
Inoltre la differente perdita di peso è data dal fatto che il metabolismo e il cervello delle donne rispondono in maniera diversa rispetto a quello degli uomini a una riduzione calorica, ossia risponde in maniera molto più conservativa, probabilmente perché a livello genetico e ancestrale le donne sono depositarie vere e proprie della chiave della riproduzione del genere umano e di conseguenza i geni che regolano queste funzioni tendono a proteggere la donna e la sua fertilità da modificazioni che potrebbero alterarla.

La donna è inoltre potenzialmente l’accuditrice della prole e quindi la diretta responsabile della crescita e perpetuazione del genere umano, mentre gli uomini si disinteressavano dei figli per soddisfare i bisogni più materiali come procacciare cibo, lavorare, fare guerre, ecc. A sostegno di questa tesi sappiamo che le donne hanno una molta più probabilità di sopravvivere a una carestia rispetto agli uomini, perché immagazzinano più facilmente il grasso quando il cibo diventa disponibile e lo mobilizzano più lentamente quando il cibo scarseggia. Quindi l’intero sistema è chiaramente impostato al fine di garantire che le donne sopravvivessero alle tribolazioni evolutive per portare i nuovi nati fino all’età matura e per permettere loro di sopravvivere. E mentre tutto questo era un bene in passato, ora è solo una vestigia ancestrale che rende la vita delle donne più difficile.
fame donna

Le donne messe in deficit calorico aumentano prima degli uomini l’appetito, il loro metabolismo si regola verso il basso di più e più rapidamente rispetto a quellodegli uomini, la ritenzione idrica aumenta spesso in maniera massiccia rispetto agli uomini e può addirittura mascherare certe volte la perdita di grasso per settimane. Questo culmina nelle modificazioni e nello stress prodotti dal ciclo mestruale che complicano l’intero sistema. Molti aspetti della fisiologia femminile vengono modificati durante questo periodo, dall’appetito al fatto che si bruciano principalmente carboidrati e non grassi per produrre l’energia, dalla spesa energetica, dall’attivazione o disattivazione o rallentamento di diverse vie metaboliche a seconda della parte del ciclo. Ignorando questi dati e non tenendone conto quando si stila un programma di dieta o di allenamento si rischia di commettere l’errore più grande e soprattutto di non produrre i risultati sperati.
Eppure questo è esattamente ciò che la maggior parte delle persone fanno.

Al contrario in altri periodi della vita di una donna succede una cosa strana, ossia, per esempio in gravidanza e in durante l’allattamento, tutto quello che è la normale deposizione e mobilizzazione del grasso della donna si inverte. Cioè durante questi periodi il grasso corporeo della parte inferiore del corpo diventa più facile da mobilizzare, perché è quello in grado di fornire energia per produrre il latte materno. Le calorie sono mobilizzate soprattutto dai fianchi e dalle cosce anche se, stranamente, il tricipite aumenta il suo accumulo di grasso, non si sa bene perché, ma l’unica spiegazione un po’ romanzata è data dal fatto che il braccio sarebbe il cuscino per il bambino.
Molto spesso succede che sono le stesse donne a sabotare drasticamente i loro sforzi di perdita di grasso sopravvalutando la spesa calorica dell’attività fisica. Per fare un esempio, diranno che in una lezione di un’ora di aerobica (che in realtà dura 45-50 minuti effettivi) avranno bruciato almeno 1000 kcal, quindi si meritano un piatto di pasta, un frappè, un gelato, una pizza, o cose del genere. In realtà la stima grossolana del dispendio calorico di un attività fisica è molto spesso sbagliata al rialzo, e mentre numerosi studi hanno ormai dimostrato che le persone tendono a sottostimare la propria assunzione di cibo tra il 30 e il 50% in meno rispetto alla reale assunzione, un solo studio ha esaminato il grado in cui le persone sovrastimano la spesa calorica da esercizio fisico: addirittura di circa il 50% in più!

Donne e ormoni: cosa vi rende donne

diventare belle

Le donne hanno livelli di testosterone estremamente bassi, che vanno da 1/10 a 1/30 di quelli dell’uomo. Anche quelle affette dalla sindrome dell’ovaio policistico PCOS che triplicano il loro livello di testosterone, sono ancora al di sotto del riferimento basso della soglia normale per un uomo. Però, allo stesso tempo, le donne sono molto più sensibili dell’uomo al testosterone e ciò è dovuto ai loro bassi livelli che producono una iperespressione recettoriale: piccoli cambiamenti nelle donne hanno un impatto enorme in confronto all’uomo, sia in senso positivo, come per la crescita muscolare e le performance, sia in senso negativo come lo sviluppo di caratteristiche sessuali maschili secondari, come i peli sul corpo, l’acne, la perdita di capelli. L’uomo con bassi livelli testosterone è certamente in una brutta situazione, ma a meno che non sia ipogonadico, cioè non abbia una ridotta produzione di gonadotropine da parte dell’ipofisi, i suoi livelli di testosterone sono ancora significativamente sopra i livelli della donna.

estrogeni donne dimagrimentoIgnorando per un attimo i livelli ormonali assoluti, la più grande differenza tra uomo e donna è il ciclo mestruale. La produzione di testosterone da parte dell’uomo non incontra significative variazioni nel corso di un mese, è in pratica una linea quasi retta. Nella donna invece ci sono significative variazioni nel corso del mese: nella fase follicolare (1-4 giorno) e follicolare tardiva (5-11 giorno), che è quella che segue subito dopo le mestruazioni, si ha tutta una fase ormonale preparatoria che permette al follicolo di svilupparsi per “esplodere” (nel vero senso della parola) e liberare l’uovo. In questa fase gli estrogeni iniziano a salire fino ad arrivare ad un picco molto elevato che precede l’ovulazione; in questo momento del picco l’uovo viene rilasciato vicino alla tuba e si prepara ad essere fecondato nella tuba e ad un eventuale gravidanza. In questa fase si ha anche un piccolo picco di testosterone. Dopo l’ovulazione (12-15 giorno) gli estrogeni crollano e comincia l’increzione dell’altro ormone, preparatorio invece della fase mestruale: il progesterone. Nello stesso tempo il follicolo esploso si trasforma in corpo luteo (16-28 giorno) e comincia a produrre nuovamente estrogeni, però in maniera più graduale rispetto alla fase follicolare.

Come questi ormoni, ogni aspetto della fisiologia della donna cambia drasticamente durante il corso di quei 28 giorni. L’uso di carboidrati o grassi come combustibile, la capacità di recuperare o adattarsi all’allenamento, lo stato d’animo, la fame, l’appetito, il desiderio di cibo, il desiderio sessuale, sono tutte cose che cambiano in base l’oscillazione di ormoni e tutte vanno valutate per ottimizzare il sistema nell’ambito di una dieta.
In tale ottica, è stato suggerito che la dieta e l’allenamento potrebbero o dovrebbero essere modificati durante il ciclo mestruale, per abbinare fisiologicamente quello che sta succedendo nel corpo di una donna con l’ambiente esterno, quindi alimentazione e allenamento.Low carbohydrate diet.
Uno studio ha quindi esaminato la ricerca e assunzione di cibo durante le diverse fasi del ciclo mestruale. Negli animali, l’apporto energetico è ridotto durante l’ovulazione (quando i picchi di estrogeni sono alti) e aumenta dopo l’ovulazione, quando il progesterone raggiunge il massimo; questo è stato a lungo interpretato come un’indicazione che il progesterone spinge all’assunzione di cibo.
La ricerca negli esseri umani ha generalmente confermato questo modello, si mangia di più in fase luteale e meno in quella follicolare; l’aumento di assunzione di cibo è stata in genere tra le 90-500 kcal/die.
Alcune ricerche suggeriscono che è soprattutto il calo di estrogeni, piuttosto che l’aumento del progesterone, che guida la fame. Come vedremo nel prossimo paragrafo in cui parlerò del rapporto tra estrogeni, leptina e segnaling all’ipotalamo, gli estrogeni sembrano migliorare la sensibilità alla leptina nella segnalazione al cervello, o addirittura inviano un segnale di leptino-simile al cervello direttamente; la caduta degli estrogeni ridurrebbe il segnaling che tenderebbe a facilitare la fame.
Gli estrogeni oltre a giocare un ruolo importante per il peso e la perdita di grasso attraverso l’inibizione dell’assunzione di cibo, sono responsabili, secondo molti studi, di un vero e proprio effetto lipolitico nelle donne, contribuendo a mobilitare gli acidi grassi dai depositi durante le attività aerobiche. Infatti, se si iniettano estrogeni in uomini, si noterà anche in questi un effetto più marcato di mobilizzazione degli acidi grassi. In realtà è più complicato di questa evidenza, nel senso che gli estrogeni hanno sia effetti sia positivi che negativi sulla perdita di grasso (soprattutto a livello delle zone critiche per la donna).
Ma pensare in maniera semplicistica che l’estrogeno è il male per la perdita di grasso è sbagliato.

Infine, è necessario osservare che le modificazioni ormonali indotte dal ciclo influenzano anche l’omeostasi del glucosio nel sangue (glicemia). Alcune donne sembrano essere più inclini a ipoglicemia durante certe fasi del ciclo mestruale e la caduta del glucosio nel sangue è in grado di stimolare fortemente la fame. Garantire che i livelli di glucosio nel sangue rimangano stabili potrebbe essere estremamente utile durante tali periodi. Come? ad esempio, consumando moderate quantità di frutta durante questa parte del ciclo (per assicurare che vi sia sempre un po’ di glicogeno nel fegato da poter essere rilasciato per mantenere glicemia) sarebbe una strategia utile. ciclo mestruale fame
Nella fase luteale aumenta quindi l’appetito e la donna ricerca sostanze più familiari che danno appagamento e gratificazione psichica. Alcune ricerche hanno indicato che l’aumento del consumo di carboidrati è dovuto ad un desiderio specifico, anche se il cioccolato (una combinazione di carboidrati, grassi e altri micronutrienti), essendo l’elemento più agognato, smentisce in un certo senso la ricerca unicamente di carboidrati. Desiderio di una combo grassi/zuccheri può essere quindi la soluzione più appagante per il cervello. In alternativa, il problema che spiega questo desiderio potrebbe essere semplicemente la carenza di magnesio; alcune ricerche indicano che gli integratori di magnesio aiutano con le voglie relativi al cioccolato, che tende ad avere un alto contenuto di questo micronutriente; le donne possono semplicemente auto-medicarsi con un micronutriente importante per evitare questi attacchi di fame incontrollata. In tale ottica, molte donne riferiscono che le loro voglie sono migliorate se non addirittura scomparse con l’integrazione di magnesio (ad esempio 400 mg di citrato di magnesio al momento di coricarsi, che possono anche aiutare il sonno).
L’impatto del ciclo mestruale sulla spesa energetica è meraviglioso: pensate che per giorni la temperatura del corpo della donna aumenta e ciò comporta un aumento costante del dispendio energetico proprio dissipato in calore. Il maggiore aumento della spesa energetica si verifica anche durante la fase luteale (quando la fame è aumentata) con aumenti del 2,5-11,5% del metabolismo energetico: 90-300 kcal circa in più al giorno!
Questo sarebbe contrapposto al potenziale aumento di assunzione di cibo di 90-500 kcal. Quindi basterebbe controllare e limitare l’aumento di appetito e l’assunzione incontrollata di cibo in questa fase per avere spontaneamente un deficit calorico netto e non trascurabile. L’aumento del tasso metabolico è collegato principalmente livelli crescenti di progesterone.
L’impatto della pillola anticoncezionale sul peso corporeo prima di tutto vanno distinte in base al tipo di pillo usata. Le pillole anticoncezionali si dividono in due grossi gruppi: quelle prevalentemente estroginiche e quelle prevalentemente progestiniche.

Quindi a seconda del tipo di ormone prevalente abbiamo effetti diversi sul metabolismo. Gli studi hanno esaminato l’impatto della pillola sul consumo di energia e i risultati sono stati controversi: alcuni ha rilevato un aumento della spesa energetica totale e di grassi; altri non hanno trovato alcun effetto. Le donne stesse sembrano rispondere in maniera molto diversa all’anticoncezionale. Alcune guadagnano peso e grasso, altre lo perdono, altre restano uguali. Per quanto riguarda il dispendio di energia, mentre uno studio ha mostrato un piccolo aumento del metabolismo basale del 5% con l’assunzione della pillola, altri non hanno trovato alcun effetto. Anche in questo caso, il tipo di pillola e la variabilità individuale sono probabilmente i fattori determinanti (ad esempio, ci si potrebbe aspettare che le pillole a dominanza progestinica abbiano il maggiore impatto sul tasso metabolico, ma in realtà non è sempre così).
Per quanto riguarda il peso corporeo, la maggior parte degli studi non hanno apparentemente riportato alcun cambiamento sostanziale del peso corporeo con la pillola anticoncezionale, anche se molti mostrano una tendenza verso un aumento di peso corporeo, se l’assunzione è accompagnata da un aumento spontaneo dell’assunzione di cibo rispetto a prima dell’assunzione.
Naturalmente, lo stesso si può dire per le risposte delle donne al ciclo mestruale in generale; alcune hanno fame controllo, altre ne sono colpite solo leggermente o quasi per nulla. Le differenze nei livelli ormonali, la sensibilità, tutti fattori che contribuiscono al mistero che è la donna.
La fase del ciclo mestruale in cui si inizia una dieta può essere importante. Alcuni studi sostengono che iniziare la dieta nel periodo premestruale quando la fame e le voglie di cibo sono più intense può essere una cattiva idea dal punto di vista dell’adesione da parte del soggetto alla dieta. Invece partire con una dieta dopo le mestruazioni o in fase follicolare tardiva, quando il desiderio di cibo e la fame sono molto più basse, può rendere più facile l’adesione a lungo termine alla dieta.
dimagrire le cosce

Come Dimagrire le Cosce?

Per dimagrire le cosce serve fare in modo di abbassare la percentuale di grasso totale ed innescare i meccanismi che lo mobilitano. Col tempo, costanza e pazienza, ma sopratutto con una dieta ed un allenamento adeguato, fianchi cosce e glutei si modelleranno ma succederà o succederà in maniera più efficace e profonda se il lavoro è ottimizzato sulle basi fisiologiche dell’universo femminile. Nel prossimo articolo vedremo il rapporto tra gli ormoni principali e come si influenzano, il danno metabolico e sopratutto i consigli pratici da utilizzare.

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Articolo a cura del Dott. Francesco Celso

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