IIFYM e la dieta flessibile

IIFYM: la dieta flessibile. Intervista al Prof Antonio Paoli

Cos’è la dieta flessibile? IIFYM, prima che spiegare l’acronimo it if fits your macros significa uscire dagli schemi di rigidità con pasti ad orari prestabili e l’uso di pochi alimenti scelti rigidamente fra quelli più puliti.

Il motivo dell’esistenza della iifym è il fallimento delle diete rigide che sono molto poco sostenibili nel tempo e finisco per causare, spesso, più danni che benefici qualora la sostenibilità venga talmente sacrifica da far diventare la dieta piuttosto che un piacere, una forzatura.

Il bodybuilding calza perfettamente con la rigidità, non è un caso che gli alimenti prediletti siano, albumi, riso, pollo, broccolo e merluzzo scondito.
Finalmente in molti si sono resi conto che questo modo di mangiare non è l’unica possibilità per costruire i muscoli o perdere peso. I concetti di IIFYM sono semplicemente quelli che abbracciano il buon senso e che permettono di far convivere ricette e bodybuilding senza limiti.

Ho chiesto al professor Antonio Paoli, al quale rinnovo la mia piu totale stima, se avesse potuto rispondere ad altre domande, dopo la prima chiaccherata già pubblicata qua.

Ebbene ha accettato sebbene fosse stato molto impegnato fra un viaggio a New York, poi a Londra ed una lezione in Spagna per tenere una lezione ad un Master congiunto Università di Murcia/NSCA.

L’iifym si intreccia fortemente con punti molto discussi in alimentazione come l’indice glicemico degli alimenti e la distinzione fra cibo pulito e junk food.

Ecco ciò che gli ho chiesto:

IIFYM = posso mangiare che diavolo penso che se cade nelle mie macro ?

Non penso proprio. Questo approccio, così presentato, va contro la fisiologia ed il funzionamento del nostro organismo. Ci dimentichiamo che il cibo influenza non solo il quadro ormonale, ma anche il funzionamento cerebrale (vai a vedere un mio recente lavoro http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25698989  ed il microbiota intestinale

L’idea che ” una caloria non è una caloria ” è chiaro da tempo per la comunità scientifica . Ci chiediamo : ” una macro è un macro ” ? molto spesso si pensa questo. Che ne pensi?

Dal punto di vista della termodinamica una caloria è una caloria, il problema è quanto delle calorie ingerite viene speso nel processo digestivo e come il nostro corpo reagisce a “quella “ caloria. Un macro non è un macro. Se a grandi linee, ed entro determinati limiti di buon senso, questo approccio può funzionare , il problema è che il buon senso è una merce rara oggigiorno.

Quali possono essere gli effetti sul nostro corpo utilizzando diverse fonti macro ?“Mi manca 100g di carbo , mangio un gelato , riso bianco o l’avena ? “

Come dicevo prima dobbiamo considerare l’influenza sugli ormoni e non solo quelli più conosciuti come l’insulina… E poi non dimentichiamoci che esistono anche i micronutrienti… Non è detto che IIFYMacro sia IIFYMicro… A parità di macro, ma raffinati posso andare incontro a stati carenziali… E poi le fibre dove le mettiamo?

Accoppiare cibi poco insulinogenici di per se, a parità di macro, è la stessa cosa a livello di composizione corporea sia in ipocalorica che ipercalorica, rispetto a cibi che differentemente sono invece molto insulinogenici?

Assolutamente no! è completamente diverso anche per la composizione corporea… se mangi cibi ad alta stimolazione insulina a parità di macro ingrassi di più
Avere una glicemia “stabile” può dare dei vantaggi in termini salutistici e di composizione corporea?

Tutta la ricerca sembra andare in questa direzione. L’eccesso di esposizione a carboidrati sembra essere la maggior causa dell’epidemia di diabesità

Ci sono alimenti che sarebbe meglio evitare perché contenenti o composti da alcuni derivati ,come lo sciroppo di glucosio? Se si quali ritieni siano questi ingredienti ? C’é un limite alla loro quantità?

Gli sciroppi a base di glucosio, spesso derivati dal mais andrebbero assolutamente evitati, così come l’eccesso di fruttosio (tanto esaltato per anni perché non alzerebbe l’insulina quando invece in dosi, anche non eccessivamente alte, provoca una serie di danni a partire dal fegato per arrivare all’insulino resistenza.

Usare grandi quantità di carbo indistamente dal loro tipo,grandi quantita di grassi ancora indististi ad esempio per piu volte al giorno può essere una aggravante per la composizione corporea? vale sia in ipercalorica che in ipocalorica?

La manipolazione non solo dei macro ma anche e soprattutto della loro qualità è alla base di qualsiasi approccio nutrizionale

2 diete con i medesimi macro. 2 persone ipotetiche identiche. Quali differenze possono esserci usando le sopracitate fonti di macro?

Diciamo che non vorrei essere l’assicuratore che copre i rischi sanitari di quello che si affoga di carbo ad alto indice glicemico…

Queste sono state le cose che gli ho chiesto. Dopo aver ricevuto queste risposte ho fatto altre due domande e sono state:

In un pasto misto quanto conta l’ig?

Conta, conta… Basta applicare una semplice formula che però tiene conto oltre che del IG anche della quantità di CHO di un cibo
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Quali sarebbero i problemi dell’assicuratore?

I problemi dell’assicuratore sarebbero le cure a lungo termine per diabete, obesità e rischi cardiovascolari

Grazie Antonio ancora una volta per la disponibilità e le informazioni utili. Queste sono state le risposte del ricercatore italiano Antonio Paoli.

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Nella seconda guardiamo come ampliare gli orizzonti della alimentazione per avere Chiarimenti all’approccio flessibile alla dieta.

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