IIFYM e Dieta Flessibile: è Tutto Sbagliato?

Nella prima parte di questo argomento abbiamo visto come i concetti di IIFYM e di dieta flessibile non devono essere travisati ma saputi applicare avendo una base conoscitiva sull'alimentazione.

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La grande incomprensione di questo modo di alimentarsi nasce dalla traduzione letterale dell'acronimo if it fits your macros, cioè “se rientra nei tuoi macronutrienti allora puoi mangiarlo. Questo modo letterale di intendere la dieta ha i suoi pregi, ma anche enormi difetti:

Pregi

La varietà degli alimenti

vMaggiore consapevolezza della componente nutritiva del cibo

vFavorisce la socialità

Difetti

246Scarsa attenzione alla qualità del cibo

246Vengono trascurate le conseguenze sulla salute di alimenti insalubri

246Gli alimenti vengono eccessivamente banalizzati e visti solo come calorie

Per chi non mastica l'inglese niente paura.

Questa immagine molto esplicativa che chiarisce le idee una volta per tutte sulla flessibilità della dieta ed i concetti di IIFYM e di flessibilità.

IIFYM dieta

La sostenibilità della dieta consiste semplicemente nella possibilità di utilizzare cibi meno puliti, più sporchi, meno sani, anche tutti i giorni, purché rappresentino solo una piccola parte di ciò che è il totale calorico e rientrino nel conteggio dei macronutrienti.

Questo si presta a far convivere ricette e bodybuilding, ma anche cibi che fino a qualche anno fa era impensabile poter mangiare.

Una caloria è una caloria, ma allo stesso non lo è perché l'impatto sul nostro organismo ha effetti anche diametralmente opposte e conseguenze differenti. Per approfondire: una caloria non è una caloria.

dieta-bodybuilding IIFYM

Immagine tratta dall'epic fitness summit

La Composizione della Dieta

Una dieta flessibile, che segue quindi i concetti di IIFYM non storpiata, è cosi composta:

Blue pin80% cibi minimamente processati

Blue pin10% junk food

Blue pin10% junk food

Il grande vantaggio di diete di questo tipo è quello di fare in modo che piccoli cibi fuori dagli schemi siano molto gratificanti cosi da favorire l'aderenza al piano alimentare, ridurre lo stress di una dieta monotona, assicurarsi cibi molto densi di nutrienti e di evitare grandi abbuffate senza ritegno.

Di conseguenza, le preoccupazioni di chi sostiene una dieta flessibile diventano:

• 10% dieta
• 10% nutrizione
• 80% avere una vita

Conclusioni

Quel che dobbiamo fare quando si parla di dieta e bodybuilding, specialmente quando si è autodidatti è avere cognizione di causa di ciò che viene fatto.

Serve informarsi, non vivere di dogmi o cadere in diete trappole come quella dell'indice glicemico.
Flessibilità e sostenibilità nel lungo periodo vanno di pari passo.

Per passare dai numeri, dalle calorie, ai macronutrienti, alle fibre, ai micro c'è bisogno di attenzione: non è un gioco, la composizione corporea cambia e a lungo termine cambia anche la salute. Un esempio è ciò che è successo a questo bodybuilder.

Il principio di Pereto è ancora una volta rispettato: l’80% di ciò che si ottiene è dovuto soltanto al 20% di ciò che si fa, o meglio “la maggior parte degli effetti è dovuta ad un numero ristretto di cause”.

Quindi, che sia della senape sopra una piccola porzione di patate o una fetta di torta perché si è ad un compleanno, se questa parte alimentare è solo una piccola parte del totale, i suoi effetti non saranno negativi, ma all'opposto.

Fonti:

A guide to flexible dieting – Lyle Mcdonald
Legge di pereto
Alan Aragorn
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